Sono passati 40 anni dalla morte di Ian Curtis cantante e paroliere dei joy division
Il giorno del suo suicidio scrisse un biglietto
“in questo istante vorrei essere morto. Non riesco più a lottare”.
Aveva 23 anni 🖤
Sono passati 40 anni dalla morte di Ian Curtis cantante e paroliere dei joy division
Il giorno del suo suicidio scrisse un biglietto
“in questo istante vorrei essere morto. Non riesco più a lottare”.
Aveva 23 anni 🖤
Tempo fa vidi due persone anziane camminare davanti a me mano nella mano e mi chiesi, come fa un amore a durare così tanto tempo?
La risposta la trovai anni dopo quando iniziai a cimentarmi nel giardinaggio. Se un fiore lo annaffi troppo gli marciscono le radici, se lo annaffi poco soffre e si secca; l’ unico modo per farlo durare è dare un goccio d’ acqua tutti i giorni.
“L’amore è il solo fiore che possa fiorire senza l’aiuto delle stagioni.”
(Khalil Gibran)


Era una stanza piccola ma graziosa, sembrava una bomboniera da quanto era curata, un’alcova perfetta per la situazione.
Il sole si stava spegnendo dietro le colline, gli ultimi raggi filtravano dalla finestra facendole brillare il piercing all’ ombelico.
Era stesa sul letto, nuda, portava solo un paio di autoreggenti, sapeva come farmi impazzire.
Io, in piedi di fronte a lei, la guardavo; lei, con i suoi grandi occhi fissava me, con quel suo timido sorriso adolescenziale; era angelo e demonio al tempo stesso.
Il suo corpo, i suoi lineamenti fini, era puro magnetismo, una calamita da cui non riuscivo a staccarmi.
Mi sedetti sul bordo del letto, affianco a lei e iniziai ad accarezzarla, prima sulla guancia poi sulla bocca, il collo, i seni, sentivo i battiti del tuo cuore esplodere sotto la mia mano.
Liscia e morbida era la tua pelle sotto le mie dita, il calore del suo corpo esaltava il profumo di mandorla, quel profumo che avevo sentito spesso in passato; un passato fatto di passione, ardore e sentimenti, un passato dove il sesso spazzava via le tristezze della vita. Una vita, la sua, piatta, dove un matrimonio l’aveva rinchiusa in una gabbia che per quanto fosse dorata, rimaneva sempre imprigionata nell’ombra di sé stessa.
La mano scendeva lentamente fino ad arrivare alla sua essenza ormai umida; vedevo le sue labbra contorcersi come a soffocare un gemito.
Era stata una giornata molto calda e il sangue ribolliva dentro i nostri corpi eccitati. Sudore e fluidi si mischiavano incandescenti, dove frenesia e passione ci teneva intrecciati l’uno sull’altro e, mentre la notte scendeva, finimmo in un mondo sconosciuto, un vortice di piacere dove l’unica vera fine è l’estasi.

C’è chi sminuisce il potere di un abbraccio, c’è chi lo minimizza, c’è chi ne abusa e c’è chi semplicemente non ci crede.
Io sono molto restio nel dispensare abbracci, ma non perché io non creda, semplicemente perché lo ritengo un gesto molto intimo, riservato solo a quelle persone a cui tengo particolarmente.
Un abbraccio, per me, vuol dire portare una persona dentro, dritta sul cuore; un gesto che può sembrare semplice ma che racchiude in sé un mare di emozioni.
“L’abbraccio è il linguaggio più alto dell’anima e del corpo.”
(Jacques de Bourbon)

D’IMBARAZZO TENUE SORRISO
Miracoloso,
d’imbarazzo tenue sorriso,
mi schiude
una languida finestra
sul tuo pudore.
Mi è arrivato ed ho iniziato al leggerlo subito. È un libro di poesie inedite della poetessa ed editrice Alessandra Prospero. Io non sono un recensore, non sono un critico, uno scrittore ma, sono un amante della lettura.
Mi ha rapito fin da subito, poesia dopo poesia, un esplosione di tenerezza e passione, raro di questi tempi.
Per chi volesse lascio il link della casa editrice
Ciao amica mia
Da quanto tempo non ci sentiamo? Una settimana, un mese o forse più?
In questo periodo sembra che il tempo si sia fermato, sembra come sospeso su una nuvola, in attesa che un colpo di vento la faccia ripartire.
Sembrava ieri quando, attaccati al telefono, condividevano ogni briciola della nostra vita. Si parlava di tutto, si rideva e si piangeva su tutto. Eppure sono ancora tante le cose che vorrei dirti, tanti gli argomenti su cui vorrei confrontarmi. Ricordo i pianti per l ‘amor perduto e io, con gli occhi lucidi che provavo a consolarti; si con gli occhi lucidi, perché quando vedi soffrire una persona a cui vuoi bene il dolore te lo senti addosso. Però ricordo anche i momenti di euforia, quelle risate sane, leggere che ci facevano volare il tempo senza che ce ne accorgessimo. Quante malattie ci siamo curate con una bella risata.
Potessi sentirti ancora amica mia, vorrei tanto chiederti come te la stai passando, come scorre la tua vita in questo periodo? La mia non è poi tutto sto granché, ogni giorno che passa sembra un colpo di pialla sul legno e diventa sempre più piatta.
Tante cose avrei ancora da dirti e tante cose avrai tu da dirmi, ma forse non hai tempo, forse non è più il tempo giusto per un sorriso o forse è rimasto solo il tempo per il silenzio.
Il tempo sfuma i contorni, ma non toglie i graffi che hai dentro
Ci sono passati che non dimentichi.
Ci sono presenti che sai già che non dimenticherai…
Buon inizio settimana.
“..E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza… “