Sogni proibiti

Eravamo dentro un museo semi deserto, in piedi davanti ad un opera di Irina karkabi, un dipinto che sprigionava eros e passione, i volti felici e sereni di una coppia, soddisfatti da un sentimento benefico; adoro questi quadri, hanno atmosfere indefinite come i sogni, vanno oltre lo spazio e il tempo.
Lei non la conoscevo tranne per uno sguardo fugace all’ingresso, dove i nostri occhi si erano incrociati per qualche secondo. Era molto elegante,una donna di gran classe, con un tubino nero attillato a fasciare ogni sua curva e ad un occhio attento si potevano intravedere i laccetti dei reggicalze. I lunghi capelli lisci e neri le scendevano lungo la schiena,lucidi come la seta. La sua pelle liscia e finemente truccata, le sue labbra sottili evidenziate da un rossetto rosso fuoco, le davano un fascino orientale.
A distrarre la nostra attenzione furono due custodi che armeggiando con sedie e transenne, caddero rovinosamente inveendo l’uno contro l’altro, strappandoci una risata. Tornato il silenzio nella stanza, i nostri sguardi tornarono ad incrociarsi; i suoi occhi neri erano una calamita, sembravo ipnotizzato, mi persi completamente nel suo sguardo dolce ma pieno di passione.
Mi sfiorò la mano, come un invito a seguirla e non persi l’occasione. Attraversammo un paio di stanze fino ad entrare nei bagni. L’odore del disinfettane era pungente, segno che li avevano appena puliti e salvo qualche inconveniente non sarebbe passato nessuno a disturbare. Mi prese per mano ed entrammo nel bagno riservato alle donne; la incollai al muro e la baciai. Le nostre lingue umide iniziarono ad aggrovigliarsi,le sue mani mi presero il viso, le mie mani iniziarono ad alzarle il tubino lungo i fianchi.
Iniziò a spingermi verso il basso, la mia bocca sfiorò il suo piccolo seno ma scesi ancora fino ad incontrare il reggicalze prima e le mutandine in pizzo poi. Feci scendere il perizoma fino alle caviglie e mi trovai di fronte la meraviglia; due labbra glabre alla quale la mia lingua, smaniosa, non seppe resistere. Affondai il primo colpo tra le due labbra per poi risalire fino al clitoride ed accarezzarlo con la punta ruvida fino a sentire un primo spasmo per poi scendere di nuovo ed affondarla tutta nella vulva. Sentivo tutta l’umidità del suo corpo scendermi lungo la bocca.
Concentrai le vibrazioni della mia lingua sul clitoride e feci entrare un dito nella sua caverna ormai fradicia; le labbra si schiusero come un fiore.
La sentivo ansimare sempre di più, gli spasmi sempre più violenti, mi alzai e la voltai faccia al muro inarcandole leggermente la schiena. L’eccitazione era al massimo, la penetrai con decisione strappandogli un mugolio quasi soffocato. Le appoggiai una mano sulla spalla e con l’altra le strinsi i capelli; i colpi forti e decisi, il ritmo iniziava ad aumentare, le contrazioni sempre più violente fino ad arrivare all’apice quando un urlo spezzato infuocò i nostri corpi che raggiunsero l’estasi.

Felicità

C’è chi aspetta la felicità lasciandosi scorrere la vita davanti, seduto sulla riva di un fiume e guardando l’acqua scorrere lenta.
Ci sono persone, invece, che la felicità se la cercano, dentro sé stessi e trovano la forza per farla esplodere.

Foto da Pinterest

Semplicemente Lei

Sapeva mostrarti le curve della sua mente. I suoi occhi, furbi, sapevano ipnotizzare gli sguardi più maldestri. Il suo sorriso era luce, il suo cuore un mare in tempesta. Era avida di sentimenti, ciò che voleva prendeva, perché lei non era una semplice donna,lei era Femmina.

📷 dal web

Cicatrici

“… c’è chi scrive che le cicatrici guariscono, facendo un vago parallelismo con le malattie della pelle,ma nella vita queste cose non accadono. Ci sono ferite aperte, a volte ridotte a una puntura di spillo,ma restano pur sempre ferite.”

F. S. Fitzgerald

Dal romanzo “tenera è la notte”

📷 dal web

2021

Il 2020 è stato un anno pesante, difficile e triste per tanti.

Auguro a tutti un 2021 migliore, con più aspettative di quello passato e che finalmente potremo tornare a riabbracciarci.

TANTI AUGURI!!!!

Foto dal web

Racconto erotico

Lo avevano invitato a pranzo,era amico di lui. Era alto,con un fisico asciutto e un fascino d altri tempi.
Si era posizionato nel mezzo tra marito e moglie, Il vino scorreva tra una pietanza e l altra e le parole diventavano sempre piu pesanti, le battute sempre più osé.
Lei era una bella donna,sui 45anni, un seno prosperoso e sodo da far invidia ad una ragazza,la camicia in seta sbottonata sul petto lasciava intravedere il pizzo del suo reggiseno.
Era una coppia molto affiatata,molto allegra,molto libertina,ma questo lo sapevano in pochi,gli amici più intimi conoscevano le scappatelle di lui mentre le amiche conoscevano le voglie di lei.
Il vino scorreva a fiumi,i bicchieri venivano riempiti copiosamente,le risate e le battute andavano sempre oltre, finché lo sguardo di lui e del marito si incrociarono e una strizzata d occhio diede il via libera.
Tra chiacchere e risate la mano di lui si appoggia sulle coscie della moglie,come a sondarne il terreno e non trovando nessuna opposizione, inizia a risalire. La mano scivola leggera come una carezza sotto la gonna attillata, le gambe di lei, iniziano ad aprirsi per agevolarne il paesaggio.
Gli occhi di lui fissi sul seno di lei mentre la mano sente già il pizzo e la seta delle mutandine.
Il marito, prima spettatore, si alza lentamente e si mette dietro alla moglie facendo scivolare le mani sul seno e, lentamente, inizia a sbottonare la camicetta.
Il calore divampa su tutto il corpo di lei,sente mani avide che la accarezzano ovunque, sui seni, sulle gambe,tra le cosce,il suo viso si fa via via sempre più paonazzo e il suo corpo si abbandona a questa dolce tortura.
Decidono di spostarsi in camera da letto e gli abiti vengono disseminati a terra durante il tragitto.
Lei, seduta sul letto in mezzo a due grossi membri, li guarda avidamente e con gli occhi pieni di lussuria, inizia ad accarezzarli. Diventano sempre più grossi,sempre più gonfi e turgidi ché la mano non riusciva a contenerli. Li assaggia, prima uno poi l altro,sente quel sapore salato sulla lingua; l’eccitazione, ormai, le aveva fatto perdere l’orientamento, non capiva più chi era il marito chi l’amante. Iniziò a stringere con vigore questi due grossi cazzi,fin che la cappella diventava grossa e violacea. Lo prese in bocca,tutto fino alla radice,lo sentiva fino in gola,fino a soffocarsi,mentre la mano accarezzava le palle. Li succhiava entrambi,alternandoli, fino a sentire la saliva scendere dalla bocca,lo faveva con foga quasi con violenza,era lei che comandava ora,era lei la regina e loro erano gli schiavi al suo servizio.
Li voleva entrambi, voleva sentirli dentro,voleva farli impazzire; lei era lussuria e trasgressione mentre loro, erano giocattoli a suo servizio.

Senza regole

Non ci sono regole scritte tra i cuori, loro sentono e agiscono di conseguenza. Abbiamo teste con cui pensare,ma non resistono al richiamo dell’anima. Siamo fatti così, perché la carne è inerme e il cuore sovrasta la mente.

Immagine presa dal web